NL #1 e #2

Il “viaggiare verso” e lo “stare”, l’essere in un luogo preciso e l’abitarlo, in NL non sono concetti ma esperienze.  A volte NL, direttamente o indirettamente, li trasmetterà nelle proprie opere, ma che questo accada o meno sicuramente fanno parte del progetto. Il blog è forse il luogo più adatto per narrarli.

Nelle prime due tappe questa dimensione si è fatta sentire con prepotenza. E’ stato un viaggio all’insegna di disguidi meccanici (recupero con il carro attrezzi in autostrada sotto il sole battente), febbre e temporali violenti che hanno rinfrescato un territorio arso da sei mesi di siccità. 

Non ci addentriamo nell’estetica del triangolo catarifrangente ma nella metafisica che la febbre induce e nel ritmo dettato dai temporali sì. Sì perché nessuno si può permettere una febbre senza tornare con la memoria alla pandemia e alla sospensione del tempo maturata nel lockdown; è stato sconvolgente sapere che un malessere così profondo fosse causato da un altro virus, ha aperto le porte dell’immaginario verso scenari che non si vorrebbe guardare.

D’altra parte il temporale-siccità ha tanto a che fare con il lavorare in campo … nel campo dove avremmo dovuto operare.

Il biellese è una campagna ricca di fonti di acqua buonissima, popolata di coltivazioni vivaistiche e pascoli; da Biella scorgiamo la Serra Morena, una linea dritta e azzurra di origine glaciale che non solo ricorda incredibilmente il mare ma dalla quale, ci raccontano, il mare si vede ( l’installazione MARE di Armando RIVA è un trampolino verso di esso).

Prima tappa-Candelo 

Dopo tante peripezie siamo letteralmente “sbarcati” in questa terra: un boschetto di roveri nella campagna di Candelo. Terra rossa, come le tante ciminiere e costruzioni in mattone pieno e la storia di Iside Viana, alla quale hanno dedicato la provinciale, perseguitata politica lasciata morire nella casa penitenziaria di Perugia, (qui per approfondimenti LINK)

I giornali ci parlano di guerra -che sempre più prende le sembianza della terza guerra mondiale-, fulmini non proprio a ciel sereno, che ci ha preceduto con “Aprile 2022” (di Paola Zorzi).

Il terreno è simile agli appezzamenti che a Candelo venivano lasciati in dote alle femmine della famiglia, come Adele, nonna del proprietario, portata in esposizione da Paola con l’omonima installazione. 

Il boschetto come ci dicono i proprietari produce ossigeno e legna;  ora anche arte. Una visione tra l’ecologico e il resistenziale, “avremo sempre di che riscaldarci bruciando”: mi sembra coerente con tutte e tre.

Tra nuvole di zanzare (che i locali giurano non esserci mai state prima della disinfestazione delle vicine risaie di Vercelli) e Tachipirina, in ritardo di un giorno, abbiamo montato il padiglione diventato da quel momento il nostro rifugio nelle ore caldissime e dagli acquazzoni improvvisi. 

Da lì, tra una tregua e l’altra sono nate “Filo armonico” di Mauro Cossu, che mette in connessione con 4 cavi metallici due ceppi di frassino, da suonare con l’archetto; “Quanto lontano posso andare” di Francesca Conchieri mettendo uno dopo l’altro rami caduti a terra; “Un metro quadro” di Paola. Zorzi, puntuale esplorazione quali-quantitativa di una metro quadro di terreno e “I biglietti da visita non servono più a nessuno” di F.C., raccolta di materiale vegetale che riempie e popola di identità altre un dismesso raccoglitore di biglietti da visita. 

E’ venuto a trovarci tra le persone che si sono sperimentate, anche un rappresentante di un’associazione candelese. Un appassionato di storia locale e cartofilo, che ci ha spiegato chi era Iside e il senso, per lui dismesso da quando esiste internet, del collezionare cartoline; una pratica che si snoda tra categorizzazione, cartotecnica, voglia di guardare lontano, sintesi didascalica.  

Seconda tappa- Villa Cernigliaro

“La Dimora storica Antonicelliana di Sordevolo è un autentico gioiello della Cultura italiana: all’inizio del secolo appena trascorso grazie a Franco Antonicelli, la Villa diviene luogo d’incontro e di pensiero di quel gruppo di intellettuali chiamato “collettivo spirituale morale”, fra i tanti: Ginzburg, Bobbio, Pavese, Einaudi, Frassinelli, Croce, Mila, Zini, Pirandello, Montale, Colonnetti, Frassati, Linati, Levi, Tessa e molti altri.”  “La Villa oggi vanta un’interessante collezione permanente raccolta durante l’ultimo ventennio. Artisti nazionali e internazionali,….” (Dal sito   web dello spazio). Un’ambientazione tra il Settecento e il Liberty, con inimmaginabili miscelatori d’acqua di cui vi porteremo testimonianza nel prossimo articolo e una vista con orridi da capogiro.

Qui l’installazione di questa tappa prende una forma. La Villa ha una programmazione espositiva sistematica, per la quale la direttrice Carlotta Cernigliaro compone e stampa cartoline. La cartolina diventa il format del luogo.

Il 15 luglio presso Villa Cernigliaro si terrà la performance di Mauro Cossu Filo Armonico. A presto gli aggiornamenti e il comunicato.

Francesca Conchieri e Mauro Cossu

N.B. Per fermare la riproduzione automatica delle slide e scorrere le immagini manualmente basta cliccare su una qualsiasi delle immagini. In modalità manuale potete leggere, dove ci sono, le didascalie delle immagini.